La vita inizia dove finisce la tua zona di comfort

(Neale Donald Walsch – autore 1943-vivente)

Più che un cammino verso una meta certa e stabilita, a noi di IG Samsic HR piace pensare che il viaggio sia soprattutto scoperta e sorpresa. Come abbiamo raccontato nella tappa precedente, la vita è imprevedibile e ciò che conta è fare il primo passo per iniziare a tracciare il proprio percorso. E per fare questo servono una buona dose di coraggio e tanta curiosità.

Sì, perché il futuro è in gran parte ignoto e poco prevedibile; e questo può spaventare. “E se faccio un passo falso? Se per una scelta sbagliata o per una previsione scorretta mi ritrovo a fare un lavoro che non mi piace? O, peggio: se non so dove voglio andare perché non ho ancora capito cosa mi piace fare?” Tutte queste domande sono tipiche quando si sta per partire alla ricerca del lavoro, ma sono le stesse che può porsi anche un viaggiatore esperto, perché – non dimenticarlo mai – sta viaggiando davvero solo chi ha di fronte a sé l’ignoto.

Ed è qui che sta il bello del viaggio: la scoperta, l’esplorazione, il poter partire per un percorso che non sai dove ti porterà, ma che alla fine ti avrà condotto in posti meravigliosi e nuovi, dei quali non conoscevi neanche l’esistenza.

Il viaggio è la possibilità unica di poter lasciare la base per affrontare percorsi inesplorati, è l’occasione per salpare e affrontare mari sconosciuti. Certo, non è facile abbandonare un porto sicuro, ci vuole coraggio per rinunciare alla luce del faro che segnala l’attracco ed è facile lasciarsi spaventare dalla mancanza di riferimenti. Tuttavia, la verità è che non scoprirai mai nulla di nuovo se viaggerai solo dove sei già stato: solamente lasciando la tua zona di comfort potrai fare esperienze e scoprire passioni, talenti e inclinazioni che mai avevi pensato di avere.

Esplorare vuol dire anche riconoscere la possibilità di perdersi, di giungere agli antipodi rispetto a dove si desiderava arrivare. Sono rischi che il viaggiatore conosce, ma sono anche i rischi che vale la pena correre per poter scoprire qualcosa di nuovo di se stessi. Perché a volte è necessario perdersi per ritrovarsi, per scoprire le proprie capacità di orientamento e la propria resilienza. Perché, non dimenticarlo, il timone ce l’hai tu: sei tu che scegli la velocità e la rotta. E se proprio ti sembrerà di aver perso completamente la direzione, ricordati che non sei solo perché noi, lo diciamo sempre, ci saremo ad affiancarti.

L’importante però, è che tu non smetta mai di avere la voglia di esplorare: di fronte al mare delle esperienze vale sempre la pena affrontare la corrente per scoprire dove conduce, invece che restare sulla terra ferma, al sicuro, a guardare il paesaggio domandandoti cosa ti avrebbe riservato il viaggio se solo avessi salpato l’ancora.

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