Nell’attesa che la riforma del governo prenda piede e diventi efficace, «il privato ha la funzione di concretizzare le linee di tendenza del mercato, trasformandole in opportunità», dice Stefano Magliole, marketing manager di IG Samsic HR. «Pubblico e privato, in questo momento di crisi, devono collaborare e ritenersi indispensabili l’un l’altro per avere successo nella ripresa»

Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo ha ripetuto più volte: la ripartenza del lavoro passa soprattutto dalle politiche attive. Dopo lo sblocco dei licenziamenti – seppur selettivo – avviato dal 1 luglio, le prossime tappe del Governo saranno la riforma degli ammortizzatori sociali e quella, appunto, delle politiche attive del lavoro. «Ma nell’attesa che la riforma prenda piede e diventi efficace, le agenzie per il lavoro private possono agire immediatamente, ovviamente all’interno di una cabina di regia pubblica», dice Stefano Magliole, marketing manager di IG Samsic HR, società di sviluppo e gestione delle risorse umane che opera in Lombardia.

Nell’ultimo anno e mezzo, molti lavoratori sono rimasti «congelati» nel limbo della cassa integrazione. Altri, con contratti a termine, sono stati espulsi dal mercato del lavoro. Altri ancora, soprattutto i giovani, non sono riusciti a trovare una strada per il primo impiego.

Il percorso per la ripartenza dopo la pandemia, dice Magliole, «deve necessariamente essere coordinato dal pubblico, ma trova poi una reale concretizzazione nell’attività dei privati, che conoscono e incontrano quotidianamente il mercato, partendo dalle esigenze delle aziende e dalle competenze necessarie in un momento di grande transizione. Il privato ha la funzione di concretizzare le linee di tendenza del mercato, trasformandole in lavoro e opportunità. Ecco perché pubblico e privato, in questo momento di crisi, devono collaborare e ritenersi indispensabili l’un l’altro per avere successo nella ripresa».

I due fari della transizione post pandemica sono quelli che guidano il Recovery Plan italiano: digitalizzazione e transizione ecologica. «Questi due pilastri portano con loro una serie di competenze necessarie nella vita aziendale di tutti i giorni», dice Magliole. Il problema, però, è che «ci scontriamo con una quotidianità di scarsa alfabetizzazione digitale non solo nella vita quotidiana ma anche nella vita aziendale».

Al motore del mercato del lavoro, per ripartire, manca quindi una componente imprescindibile: le competenze. Ed è qui che le agenzie private come IG Samsic HR possono agire, con specifici programmi di formazione e riqualificazione destinati ad aziende e cittadini. «Per garantire quelle transizioni occupazionali indispensabili all’interno di una crisi che non è generale ma settoriale», spiega Magliole.

La proposta di IG Samsic HR è quella di agire in primis mappando le competenze già esistenti nelle aziende, rimodellandole poi in base alle necessità evolutive dei contesti settoriali. «Il ruolo del privato consiste nella capacità di confrontarsi con le aziende, comprendere le dinamiche del mercato e trasformarle in competenze, con corsi di formazione e incontri con nuovi candidati da reclutare», dice il manager. «La nostra azione punta sulle competenze evolutive, aiutando le imprese ad avere uno sguardo sul futuro».

Finora, le politiche attive del lavoro sono state il grande tallone d’Achille italiano. E il tentativo di riforma connesso al reddito di cittadinanza, con l’arrivo dei navigator nei centri per l’impiego e gli investimenti mancati sulla piattaforma informatica, non ha funzionato. Politiche attive funzionanti sono invece fondamentali per favorire un incontro più rapido tra domanda e offerta di lavoro, supportando la ricollocazione dei lavoratori dai settori in crisi a quelli in crescita. Con percorsi mirati di formazione e riqualificazione.

Qualche esempio di questo tipo, con la ricollocazione di lavoratori tra settori affini, comincia a vedersi. Ma sono ancora troppo pochi. «I centri per l’impiego e i tentativi pubblici di far incontrare domanda e offerta non hanno funzionato», commenta Magliole. «Per questo è necessario comprendere oggi come il ruolo del privato sia indispensabile per supportare anche tutti coloro che sono rimasti e rimarranno fuori dal mercato del lavoro con percorsi di orientamento, formazione e sostegno nella ricerca di una nuova occupazione».

Dall’altra parte, anche le aziende dovranno essere accompagnate nella transizione. «Le offerte di lavoro in Lombardia sono al 118% rispetto a gennaio 2020», dice Magliole. «Questo significa che le aziende hanno necessità di nuovi profili, che il mercato del lavoro sta ripartendo e che sta cercando nuove competenze. Oggi le aziende si sono rese conto di dover cambiare e rivedere la loro organizzazione e stanno cominciando a cercare persone che possano accompagnare queste transizioni».

Non solo il lavoro confluisce verso settori in crescita. Ma sono anche le stesse aziende a cercare nuovi profili o ad aver bisogno di aggiornare le risorse già presenti al loro interno. «Da una parte IG Samsic HR offre servizi di supporto ai cittadini, con progetti mirati soprattutto ai giovani, che sono i più colpiti dalla crisi Covid», dice Magliole. «Dall’altra sosteniamo le aziende con progetti di formazione e riqualificazione interna che possano tracciare la strada per il futuro».

Le agenzie per il lavoro, ribadisce, «possono fornire un apporto vitale e immediato in questa fase di ripartenza del mercato del lavoro, coordinandosi con il pubblico, prima che la riforma delle politiche attive possa essere varata ed entrare pienamente a regime».

Articolo originariamente pubblicato su Linkiesta.

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